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letteratura
7 ottobre 2011
Frankenstein è...
La storia della scomposizione dell'uomo nelle sue parti, analizzando analizzando, tagliando e ricucendo, uccidendo e rimettendo insieme cose morte.
L'aggregato, fondamentalmente inumano, ricorda malinconicamente ciò che è stato e rimprovera la scienza stessa, ovvero il dottore.
La creatura distrugge tutte le relazioni umane che Victor Von Frankenstein si era costruito demolendo in questo modo ogni idea di futuro che la sua vittima poteva nutrire in cuor suo. La morte psichica, questa era l'idea. Affoga ogni cosa nel freddo terribile, bianco e senza forme, al di là del circolo polare artico.



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26 agosto 2011
Flex Mentallo: Man of Muscle Mystery




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16 agosto 2011
la libertà e la sua percezione
1

Il matrimonio è una stupida cosa, burocratica cosa e questo va bene ma sacra io non credo. Proprio no. Perché noi siamo in competizione per l'amore di tutti, scelti o rifiutati, confrontati con tutti i pretendeti di questo mondo. Un tempo sposarsi con qualcuno significava rivendicarne la proprietà ma un simile approccio non ha più senso: la fedeltà non è altro che una concessione.

2

Che senso ha chiamare la nuova tassa "contributo di solidarietà"? Non è una concessione, è obbligatoria.
Che senso ha mostrarsi solidali a prescindere dal sentirsi in effetti solidali?
Io credo che questa denominazione derivi da un certo fastidio con cui questo governo percepisce lo stato o la collettività: "le tasse non sono un dovere ma la libera concessione di un essere superiore".



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8 agosto 2011
l'orco (3 di 3)
Gigantesco castello dove tutte le distinzioni si sfarinano, compare quindi la mia immensa figura: terribile nemesi di tutta l'umanità bambina. Se parlo urlo perché questo so fare.
CHI E' QUELLO? Il gatto con gli stivali. COSA CHIEDE? "Dimostra di essere ogni cosa e nessuna, divenendo qualcosa e poi qualcosa d'altro ancora. Tu che sei infinito devi definirti per essere compreso"

Ma ogni struttura che davvero esiste seve fare i conti con un'intrinseca fragilità che la rende possibile. E con la ridicolaggine della propria unicità.
(Si, lo so, in futuro tutti noi saremo il figlio del mugnaio e il marchese di Carabas)

Quando mi trasformo in topo il gatto con gli stivali fa un balzo, mi afferra e in un attimo mi divora.



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6 agosto 2011
il figlio del mugnaio (2 di 3)
"Il figlio del mugnaio diventò dunque il marito della Principessa, ma, siccome era un giovane onesto e sincero, non volle continuare ad ingannare la moglie ed il Re.
Raccontò come erano andate veramente le cose, spiegò per filo e per segno quello che aveva architettato il gatto, dalla prima fortunata caccia nel bosco al colpo maestro dell'uccisione dell'Orco e alla conquista del castello"


O Perrault, che cazzo hai scritto?
Tutto nella vita è dissimulazione e il senso di colpa che a questa si associa non può davvero essere estinto.
E'la morale stessa della storia che hai raccontato. Dove molte bugie vengono dette, soprattutto dal gatto con gli stivali, ma la pù grave è quella non detta. Intendo l'ordine sociale, che poi degrada in apparenza senza merito.
In futuro tutti noi saremo il figlio del mugnaio e il marchese di Carabas ma nell'attesa io scelgo il secondo piuttosto che il primo.




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6 agosto 2011
il gatto con gli stivali (1 di 3)
Ho sempre desiderato prendere il potere nutrendo le fantasie di un re sognatore. Il primogenito ha ottenuto il mulino in eredità quando è morto il padre e il secondogenito l'asino. Ma cos'è il mulino senza l'asino? e cosa l'asino senza il mulino? Il terzo ha ottenuto me: un gatto. Sguardo perplesso del ragazzo, ora non sa se ridere o piangere.
"Non preoccuparti", gli dico, "diventerai ricco se mi ascolterai. Per prima cosa mi serve un paio di stivali"
Questa è una mia trovata: dovrei insegnarla in un corso ipotetico di psicologia della vendita. Il tuo interlocutore si incuriosisce se per un qualche piccolo particolare il tuo abbigliamento si distingue: un cappello elegante, un fiore all'occhiello o degli stivali ai piedi di un gatto.



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6 agosto 2011
il soldatino di stagno
1

Per ingannare la mente dovrei scrivere due righe?

2

In assenza della persona amata uno sciocco ripete per tante volte le mille parole che vorrebbe dirle, a mezza voce quando il flusso di coscienza gorgoglia al di sopra di una superficie e diventa suono nel mondo concreto. Sollievo momentaneo e fittizio, insoddisfacente per questo e quindi si ricomincia: nuovi pensieri ancora e poi di nuovo a voce la chiusa. Un movimento periodico come quello di un mare inquieto, difficile, e ostile, e odioso.



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25 luglio 2011
For killing the past and coming back to life
(Norvegia, Strage di Utoya)
Fino a che punto ha senso provare disprezzo o risentimento nei confronti di qualcuno che nel relazionarsi con le sue vittime non aveva alcuna empatia?
Sconesso: viveva nel passato, ai tempi delle crociate ("era sicuramente meglio prima"), isolato per anni in 1500 pagine di demenza, e poi orrendi videogiochi che citava tra i suoi prefeti, cataloghi di armi, "valore", "onore", "purezza" - si, un idiota - e preparazioni meticolose per uno show di poche decine di minuti.
Ora è prigioniero e in un certo senso già lo era prima, dato che il mondo suo, e nostro se ce lo concede, lo ha ricondotto a uno schema concluso: tutti sono in modo ambiguo vivi morti, in una realtà esaurita dove si trovano soltanto figure retoriche, rumore o disturbo.
Volevi uscire dall'anonimato, non uomo? Avere un'identità, nessuno?



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politica interna
19 luglio 2011
ricominciando
rebooting it
La continuity pone dei problemi nell'accogliere nuovi lettori; inevitabile produzione di entropia e quindi di lavoro disponibile che è possibile estrarre dal sistema. Rifondare il partito nel 1994; il mito del superuomo l'ho costruito con tutta l'attenzione e la perizia di un esperto di marketing. Tutti me lo riconoscono.
Io ho paura delle parole fredde che accompagnano la fine dell'illusione, il senso di disagio e quel tono passivo-aggressivo che emerge a questo punto nella mia conversazione. Io sono un intruso. Il risentimento ora si impone sulla gabbia toracica e io mi chiedo se riuscirò a uscirne.



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19 luglio 2011
riprendiamo? riprendiamo!
Riprendiamo? Riprendiamo!
La teoria di Richardson-Kolmogorov considera che tutti i fenomeni di turbolenza sono particolari alle grandi scale dove le perturbazioni imprevedibili delle condizioni di contorno creano situazioni casuali ma alle piccole scale sono tutte autosimili. E per nascondere - o forse chiarire - la degenerazione io "parlavo" di dei qualche mese fa! Di politeismo!

Mi rendo conto che finisco sempre per ripetere sempre gli stessi schemi: ma sempre più in piccolo, l'energia si trasmetteva a queste piccole scale, poi microscopiche scale e quindi dissipavasi per effetto della viscosità. A livello molecolare.

Big whorls have little whorls
That feed on their velocity,
And little whorls have lesser whorls
And so on to viscosity.


Si, tutto è diverso è particolare ma lo sta diventando sempre di meno. No, è autosimile. Maledetti Richardson e Kolmogorov! Se è tutto autosimile è difficile parlare, nevvero?

Riprendiamo? Riprendiamo!



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17 maggio 2011
in termini di produttività
Approccio curioso e pieno di cinismo: "stai male ma questo, da un certo punto di vista, potrebbe essere un bene. Perché puoi scriverne, mettere in scena qualcosa di bello, di interessante, che è poi il risultato di un paradosso curioso. Una vena d'oro emerge da una terra nera"
Ma questo è stupido: ricompreso e sistematizzato in un sinistro ciclo di produzione che vuole normalizzare tutto, alimentare il dolore in funzione di una futura sistematizzazione della coscienza, tipo coltivazione dei batteri.
Ci sono degli snodi che non posso accettare, si è imposto tutto intorno un grande silenzio e questo a rigor di logica.



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10 maggio 2011
Ricapitolando
Ricapitoliamo. Un mondo divino si impone su quello degli esseri umani, li schiaccia persino se non sono in grado di contrapporre una forza che li stabilizzi. Viviamo alimentati da una fonte di energia, che potremmo definire lo spirito: esso è in grado di generare la storia del mondo [1], che è il risultato dell'applicazione di quell'energia sottoforma di lavoro dovendo fare i conti con tutte le resistenze del caso.
Un danneggiamento del "dispositivo" equivale a una sorta di naufragio [2], sono le onde del tempo che ci trasportano e perdiamo il cosidetto libero arbitrio.
Mi riferivo ai Nuovi Dei di Jack Kirby: cosa vuole Darkseid per l'umanità? Non la morte ma l'antivita ossia una "vita prigioniera", nell'oppressione e nella rassegnazione, dequalificati gli uomini dalla perdita di ogni scelta. Un eroe di questa storia era Mister Miracle che è un artista della fuga e questo inteso in senso reale e figurato.
In teoria i Nuovi Dei doveva essere una miniserie con tanto di conclusione in anni in cui la DC o la Marvel sembravano proprio non concepire l'idea di una storia con una fine definitiva.
E quanto a Thor... Perché mi piace questo personaggio della Marvel? Innanzitutto perché è un prototipo di quei Nuovi Dei che Kirby finirà per creare anni dopo e poi perché è un'idea molto strana che si è prestata a storie assai curiose.

[1] pietra azzurra
[2] bizantini



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politica interna
9 maggio 2011
Luigi Berlusconi
1

In estate, sempre ad Agosto, si gioca un'importante amichevole intitolata a Luigi Berlusconi nella quale il Milan affronta la Juventus.
Ma in fondo chi è Luigi Berlusconi? E cosa ha fatto per il Milan oltre a portare Silvio bambino allo stadio e fargli conoscere la squadra?
Il figlio ha voluto sempre celebrare se stesso attraverso il padre, oppure, e forse al contempo, nobilitarsi  innalzando il genitore con un comportamento degno di un parvenu, e qui scuoto la testa sdegnato.
E' in ogni caso mancanza di modestia elevare questo lutto privato allo spettacolo del grande calcio e alla conseguente diretta televisiva nazionale.

2


"Guardi, ho ricordi a San Siro con mio papà sin da quando eravamo piccoli noi tre figli. Ogni domenica, come una sorta di rito, ci portava con lui. San Siro è il simbolo del Milan e dell'Inter, è luogo di vittorie, gioie, sentimenti. Io però, essendo da poco in questo mondo e avendo solo 26 anni penso che quello che vorrei vedere intitolato a mio padre sia uno stadio nuovo ed esclusivo del Milan. Ed è a questo che dobbiamo ambire"


(Silvio Berlusconi, dopo che il Milan ha vinto lo scudetto)



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7 maggio 2011
disconoscersi
1

Ogni volta che ti incontro mi sembra di ricominciare da capo. Rimani sulle tue, io mi parlo addosso e odio quello che dico, voglio andare avanti e non ci riesco, così alla fine sarà tutto inutile e resteremo due estranei.

2

Dove ero rimasto?
Loki è il dio degli inganni ed è un figlio adottivo, questo lascia intuire un pregiudizio intorno a tutti i figli adottivi. Il destino è definito dai propri genitori: ti appiccicano un patronimico in modo che tutta la Scandinavia sa di chi sei figlio e poi vieni condizionato dalla psicologia di papà e mamma, dal loro lavoro e dalle loro possibilità economiche.
Ma un figlio adottivo è in parte un estraneo, questo non dovrebbe generare un rigetto nell'organismo famiglia?
No, il punto qui è la differenza tra ciò che "è reale" e ciò che "è recitato".



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2 maggio 2011
sopra di noi le stelle
1

In tempi antichi gli dei scendevano dal loro mondo tra le stelle e si accoppiavano agli esseri umani. Si introduceva un principio di competizione.
La religione cristiana ha paura del sesso: Maria è incinta, Maria resta vergine.

2

Shiva
Se una "questione esistenziale" esiste allora non si pone, io credo, in termini di funzionalità (nihil est sine ratione cur potius sit quam non sit) ma di diritto. Ancora una questione di competizione.
A me è associato il principio di allontamento e quindi separare, dividere. Io vi porto verso la fine del mondo.





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29 aprile 2011
Royal Wedding
She keeps Moet et Chandon
In a pretty cabinet
'Let them eat cake' she says
Just like Marie Antoinette
A built-in remedy
For Khrushchev and Kennedy
At anytime an invitation
You can't decline


da Killer Queen dei Queen


E' tipico della plebe fare slittare ricchezza e potere sul piano della favola. Una volta si attribuivano a queste persone speciali, incantevoli e quindi incantate, addirittura poteri magici. No, qui mi sbaglio. In alcuni casi lo si fa ancora.



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28 aprile 2011
il cigno nero (III)
finale
Ritorno al film da cui ero partito per chiudere questa serie di post dedicati al "Cigno nero".
Inseguiamo una parte di étoile sulla scena per un'importante rappresentazione in un grande teatro. Se non otteniamo questo ruolo siamo diminuiti e ridotti ai margini del racconto e dell'attenzione, inevitabilmente soffriamo perché siamo animali legati a criteri di dominanza e quindi troviamo affascinante il potere.
Falliamo? Ci sentiamo sostituiti, è questo l'incubo del personaggio di Natalie Portman ed è qui che volevo andare a parare quando scrivevo di "Quel che resta del giorno".
La ragazza vuole dominare tutte le aspettative che si sono create intorno alla propria persona, da parte della propria madre e del proprio direttore artistico che è un amante ipotetico o un pigmalione.
Si sente minacciata e si dedica a un estenuante lavoro fisico e, a un certo punto, di introspezione psicologica dove introietta il negativo (e qui non riesco a trovare un altro modo di esprimermi). Costruisce una seconda persona in modo da essere sostituita eventualmente solo da se stessa nel tentativo di esercizzare quell'ombra che minacciava di strapparle la propria identità.
Ma l'altra persona è un tumore e chiede spazio, prende forza, si contende il palcoscenico e a un certo punto è impossibile capire chi è quella reale. E' il mito de "Il lago dei cigni" che viene esemplificato: la lacerante duplicità può essere risolta solo con il sacrificio.
Nella riduzione artistica cerchiamo di ricomporre il contrasto tra tutte le varie porzione in cui il nostro io è scisso, in senso inverso potremmo sostenere che ogni tentativo di riconciliazione ha una valenza artistica nel senso di autorappresentazione? Qualcosa del tipo: "Natalie Portman" è psicotica, "Natalie Portman" è un artista?

No. Manca consapevolezza e autocontrollo.
La piena coincidenza dell'attrice sulla scena con il proprio personaggio propone infine un paradosso: il cigno bianco/il cigno nero muore nel mito una volta per tutte mentre lo spettacolo teatrale idealmente deve essere possibile ripeterlo un numero di volte infinito. Così la protagonista del film non riuscendo a separarsi da questa storia arriva addirittura a morire sul palcoscenico.



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musica
26 aprile 2011
Bohemian Rapsody [Queen]

passione, morte e risurrezione di Freddie Mercury





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cinema
26 aprile 2011
Quel che resta del giorno (1993)
Il film di cui volevo parlare si intitola "Quel che resta del giorno", del 1993 tratto dal romanzo di Kazuo Ishiguro per la regia di James Ivory. Splendide le interpretazioni dei due protagonisti, Anthony Hopkins ed Emma Thompson che "sono" rispettivamente un maggiordomo e una governante, Mr. Stevens e Miss Kenton.
Il film è certamente tragico e racconta la storia di queste due persone prigioniere della loro stessa vita di servizio, lui in particolare, incapaci di uscire da un registro professionale e quindi di esprimersi liberamente. Esseri umani, non utensili o parte dell'arredamento di un ricco signore in un grande castello! Il maggiordomo e la governante sono costretti a ripercorrere sempre gli stessi corridoi, in giornate tutte uguali che si ripetono automatiche una dopo l'altra: questo a causa della troppa paura che lascia che loro siano prigionieri di questa loro ruolo.
Quale parte del giorno è rimasta, che non sia stata ceduta al nobile padrone? Che era collaborazionista con i nazisti tra l'altro, il padrone.
Cosa resta dello spirito di un uomo che vive per servire e si ritiene inferiore al signore a cui obbedisce?
Perché Mr. Stevens è il ritratto stesso della umiltà e il suo programma non contempla una qualche critica al comportamento di chi serve.
Ecco la sua sventura è essere il protagonista della sua stessa vita quando in realtà vuole esistere in quanto comparsa, a Lord Darlington (James Fox) cedeva questa sua vita. Così non poteva dichiarare il suo amore per Miss Kenton e forse neppure rivelarlo a se stesso. Noi osserviamo i loro scambi, capiamo che c'è un interessamento affettivo da parte di lei nei confronti di lui e viceversa ma tutto rimarrà soffocato, nel linguaggio maschera che tutto associa alla loro vita professionale.
Lei a un certo punto cede e lascia la casa, trova un uomo, si sposa; lui resta solo, sente la sua mancanza e alla fine la rivuole indietro. "Perché era una straordinaria governante", così se ne esce.
Il film racconta anche la fine dell'idea stessa di aristocrazia, che poi era tenuta in piedi dall'ossequio di tutti i Mr. Stevens, e con questa il tramonto dell'Impero Britannico che nel mondo viene sostituito dagli Stati Uniti d'America, assai più informali è il caso di dirlo, e in effetti il nuovo padrone del castello è un americano (Christopher Reeve).
Ah, io mi sento molto come Mr. Stevens! Ho passato tanti fine settimana lavorando come cameriere in un pub/birreria, acefalo io e tutto quel posto, sentendomi lì dentro assolutamente bruciato



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24 aprile 2011
"un ammonimento"
In merito alla questione "i terremoti sono un castigo divino" il portavoce vaticano padre Raniero Cantalamessa ha voluto dissipare ogni dubbio.
Non sono un castigo divino ma devono essere presi come un ammonimento. Le parole esatte: "Sono però un ammonimento: in questo caso, l'ammonimento a non illuderci che basteranno la scienza e la tecnica a salvarci. Se non sapremo imporci dei limiti, possono diventare proprio esse, lo stiamo vedendo, la minaccia più grave di tutte"
Perché c'è un abuso di scienza e tecnica. Come un mafioso che ti taglia le ruote della macchina.



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22 aprile 2011
il cigno nero (II)

Il cigno innamorato di un pedalò è tornato a nuotare nel lago Aasee, in Germania, con il suo amore di plastica dopo aver trascorso l'inverno in uno zoo.

cigno_pedalò.jpg

 

I cigni sono monogami e restano con i propri compagni per tutta la vita.

Ma Petra, un raro cigno nero australiano, ha scelto come partner un pedalò da collo lungo.


E quando il suo amore non ha mostrato la benché minima intenzione di spiegare le ali e volare verso Sud, anche lei è rimasta rischiando di morire di freddo durante l'inverno.

 

cigno_pedalò2.jpg

I gestori dello zoo locale si sono inteneriti e hanno offerto a Petra e al suo amore di plastica un posto in cui trascorrere l'inverno.


Ma questa settimana la coppia è tornata a nuotare nel lago.

Alcuni biologi di Muenster, una città della Germania occidentale, hanno dichiarato che Petra ha il tipico comportamento di un cigno innamorato: gira instancabilmente attorno al suo amato, non gli stacca mai gli occhi di dosso e canta dolcemente per lui.


Nel frattempo, diverse famiglie noleggiano il pedalò per fare una passeggiata nel lago che è diventato famoso per l'amore impossibile di Petra e il cigno di plastica.

 

cigno_pedalò3.jpg

 Il direttore dello zoo, Joerg Adler, ha dichiarato: Questa sistuazione potrebbe andare avanti per sempre, fino alla morte di Petra che ha scelto il suo compagno di vita e non lo abbandonerà mai".

 Fonte: News24

Notizia, piuttosto vecchia in verità, presa da questo sito. Altrove un cigno bianco è innamorato di un trattore e un pinguino di nome Napoleone Bonaparte di uno stivale di gomma di marca Wellington bianco e nero.




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22 aprile 2011
eredita le stelle (III)
Sono stati fatti degli errori di progetto, io credo, e il mio sviluppo è stato assai disordinato. Tra una cosa e cento altre ancora e mille e nessuna viene approfondita e quasi tutto abbandonato, dimenticato, si sbriciola un pò alla volta come un cumulo di rovine.
Questo è il compromesso tra la mia incredibile pigrizia e un desiderio di grandezza a quanto sembra male supportato dalle mie ossa fragili.
Molti sospiri, rimpianti un poco di maniera, rivendicazioni che lasciano il tempo che trovano e poi proclami di vendetta. Sì, un poco retorici.
(Insomma raccolgo i soldatini che sono tornati distrutti dalla Campagna di Russia e mi preparo all'ultima guerra che mi è rimasta contro l'ultima delle coalizioni europee.
Ah, Napoleone? Scontato.
in other news: two-headed calf born on farm
)



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21 aprile 2011
eredita le stelle (II)
In questi ultimi anni ho imparato l'umiltà. Che cosa terribile e disgustosa! Ora tutte le percezioni sono modeste, mi sento troppo confinato nei limiti del mio corpo e della mia mente, esagerati dalla cosidetta "umiltà", la maledetta "umilità", la fastidiosa "umiltà".
E certe mie ossessioni, più o meno malsane, mi mantenevano in vita: ora che si sono allentate non soffro quasi per niente perché ne avrei scarsa ragione, ma quando penso a me stesso mi annoio. "Allora io non sono questo ma quello di prima, sempre quello di prima, signore e signori".



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16 aprile 2011
eredita le stelle




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cinema
15 aprile 2011
10 film che odio
L'ANNO SCORSO A MARIENBAD
Avevo visto Hiroshima Mon Amour e l'avevo apprezzato, quindi mi era venuta voglia di guardare qualcosa d'altro di Alain Resnais. Ricordo poco di questo film, tranne il fatto che l'ho detestato. Giorgio Albertazzi sta perseguendo una donna sposata e vuole convincerla che si sono già conosciuti e amati l'anno prima a Marienbad.
Come Hiroshima la percezione annichilente di un amore assoluto ma lontano (o che si allontana nella coscienza) e che si impone sul presente delle persone stravolgendolo. Complicato, ripetitivo e noioso. Ma questo ovviamente è solo il mio parere.

NOVECENTO
perché Bertolucci quasi sempre mi infastidisce. Uomini contro mobili, ideologia ideologia. Pure troppo lungo.

LO STRANO CASO DI BENJAMIN BUTTON

Questo è terribile. E dire che lo attendevo (Fitzegerald) ma è Forrest Gump all'incontrario con un protagonista che sembra congelato, una storia d'amore brutta e inquietante, incredibilmente noioso.

IL MILIONARIO
I film che vincono gli Oscar sono tante volte dei pessimi film e questo non fa eccezione. Il gioco si capisce nei primissimi minuti o nel trailer. Non sono riuscito a trovare il minimo investimento emotivo nella vita dei due protagonisti in questo racconto che vuole essere strappalacrime.

LAGAAN

Ancora a proposito di India.
Io volevo provare un film di Bollywood e ho fatto un solo tentativo. Mi sono basato sulle recensioni che ho trovato online e una del Guardian in particolar modo era entusiasta. Sembrava divertente: l'India al tempo del colonialismo inglese, una partita a cricker, canzoni e balli!
E'stato un disastro. Lagaan è ridicolmente brutto e io guardandolo non sono nemmeno riuscito a capire le regole del cricket (no, non ho voglia di guardare su Wikipedia).
Troppo lungo per quella che è la storia e dopo oltre due ore ho visto la terza a salti scoprendo la storia superprevedibile come mi aspettavo.
Mai più cinema indiano. Anzi no, voglio guardare l'adattamento di "Orgoglio e pregiudizio" con Aishwarja Rai, che certo sarà insulso -ne sono assolutamente sicuro - ma il romanzo di Jane Austen mi era piaciuto e sono curioso.

DEPARTED
Remake di un film di Honk Kong che non ho visto. Tema del doppio. Gioco al massacro di tutti i personaggi che si agitano in una trama troppo convoluta. La questione del falso padre Scorsese l'aveva sviluppata meglio in Gangs of New York.

NO COUNTRY FOR OLD MEN

"Perché questo film sarebbe bello?"
"Perché il buono muore alla fine e questo simboleggia il fatto che il mondo/narrativa attuale non crede nelle favole ma si confronta con una realtà aspra e crudele"
"Ah"
Io non capisco gli elogi a Javier Bardem che ha interpretato in questo film un personaggio vuoto e inespressivo. Noioso inseguimento del denaro, pochissime parole, nessuna idea. Si, tranne la "la realtà dura e crudele" di cui uno stanco Tommy Lee Jones prende mestamente nota.

LA TRILOGIA DEL SIGNORE DEGLI ANELLI

Dove iniziare?
I tre film si confondono nella mia testa, perché sono praticamente tutti uguali, in un lungo e ripetitivo viaggio seguendo Frodo. Un personaggio che è il protagonista per via della sua mediocrità (per questo non può essere sedotto dall'anello, perché non ha particolari ambizioni come tutti gli hobbit). Tra l'altro Frodo è praticamente indistinguibile dagli altri tre hobbit.
Poi le lunghissime battaglie mi hanno distrutto e mi hanno spinto a chiedermi, durante "Il ritorno del re", come è perché sono stato così scemo da vederli tutti e tre quando già il primo non mi era piaciuto per niente.

AVATAR

Come Titanic dopo averlo visto una prima volta al cinema si è rivelato inguardabile una seconda volta in televisione. Ricorda Aliens (ultramilitarismo e Sigourney Weaver) e un pò Titanic (storia d'amore tra due persone che provengono da due mondi diversi mentre si avvicina inevitabile la catastrofe). Buoni e cattivi, balla coi lupi, ma tutti i personaggi sono stereotipati.
C'è la questione di internet e di second-life allusa nel corso di tutto il film ma questi temi non vengono realmente sviluppati o problematizzati

SOMEWHERE
Ne ho già parlato male su questo blog. Ancora una volta è Sofia-che-si-sente-abbandonata. Pretenzioso e vuoto.
Nota: Somewhere è evidentemente inspirato a Toby Dammit di Fellini da Tre passi nel deliro.



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14 aprile 2011
diventa un ingegnere energetico;
trovati una ragazza



Laputa
è un film dello Studio Ghibli del 1986, diretto da Hayao Miyazaki. Il tema è sempre quello del rapporto uomo-natura e la protagonista è una discendente del misterioso popolo di Laputa, una misteriosa città che oggi è disabitata e si trova sospesa nel cielo da alcune centinaia di anni.
La ragazza ha con se una una pietra azzurra in grado di sprigionare una straordinaria energia ed è inseguita da un'organizzazione criminale che fa capo a un cattivo di nome Muska che vuole impossessarsi di questo sensazionale oggetto (e dell'arsenale di Laputa che questo è in grado di attivare). La ragazza è soccorsa da un ragazzo che la aiuta a fuggire dai cattivi e poi ad affrontarli e sconfiggerli nel finale.
La trama è molto simile a quella di Conan - Il Ragazzo del Futuro, sempre di Hayao Miyazaki ma prima dello Studio Ghibli, in cui ancora c'è una ragazza (Lana) aiutata da un ragazzo (Conan), fuggire da un cattivo (Repka), impossessarsi di un incredibile fonte di energia (il segreto dell'energia solare).
E ancora: Laputa viene ripresa espressamente dall'anime dei primi anni novanta Nadia - Il Mistero della Pietra Azzurra di Hideaki Anno, lo stesso di Neon Genesis Evangelion, con l'interesse esplicito di farne una parodia. La ragazza di chiama Nadia e ha una pietra azzurra, il ragazzo è Jean, c'è una misteriosa organizzazione con un cattivo di nome Gargoyleche assomiglia caratterialmente ai suoi predecessori, la civiltà di Atlantide fa le veci dell'isola nel cielo. Il nome Laputa era quello di un'isola visitata da Gulliver nei suoi viaggio, in Nadia la storia è ambientata alla fine dell'ottocento e l'opera è  influenzata dalla fantascienza verniana (il Nautilus è ai comandi del capitano Nemo che in questo cartone animato era re di Atlantide in un tempo lontano e padre di Nadia).
Queste civiltà in tutte queste storie sono entrate in crisi perché non hanno rispettato la natura e sono state soffocate da una scienza finita completamente fuori controllo.
Nel Mistero della Pietra Azzurra il ragazzo è un piccolo genio, un'inventore, e la sua relazione con Nadia, sentimentale alla fine, rappresenta un'ideale riconciliazione tra la tecnica e la natura (o la vita, la ragazza è un'acrobata, viene dall'Africa, è accompagnata da un cucciolo di leone, è vegetariana).
Infine il film della Disney del 2001 intitolato Atlantis - L'Impero perduto è evidentemente ispirato da Nadia e qui prendo Wikipedia:

In 1914, Milo James Thatch (Michael J. Fox), a young linguist and cartographer, works in the boiler room at the Smithsonian Institute in Washington D.C. He aspires to follow in his late grandfather Thaddeus Thatch's footsteps to discover the mythical sunken city of Atlantis, but the Institute's board refuses to believe him.
[...]
They are met by the surviving Atlanteans, among them Princess Kidagakash 'Kida' Nedakh (Cree Summer). The crew is brought before King Kashekim Nedakh (Leonard Nimoy), Kida's father, who requests they leave, but Rourke proposes that they are allowed to stay one night to recover before leaving.

Kida, learning that Milo can read ancient Atlantean writings, takes him to several murals to translate. According to Milo, the murals explain that the city and its people are powered by the life-force energy of a huge blue "crystal" called the "Heart of Atlantis", which is stored in the glowing blue crystals that they all wear. Kida recalls the fate of her mother thousands of years earlier, selected by the Heart of Atlantis to protect the city from a titanic tsunami created by the Atlanteans' misuse of the Heart's power.
[...]
Rourke's men place Kida in a container and prepare to transport her to the surface; in the process, Milo's friends abandon Rourke when they realize he is effectively killing the Atlanteans.
[...]


Film questo che non ho visto.
Aggiornamento: Ho trovato questo video in cui si prende in giro la Disney (che ha negato di essersi ispirata a Nadia per il suo film di animazione).



permalink | inviato da notturnoumano il 14/4/2011 alle 21:28 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
politica estera
14 aprile 2011
la responsabilità indiretta, questa sconosciuta
Bossi
La nostra costituzione dice che non possiamo bombardare.

Ma forse ci consente di accecare i radar nemici in modo che altri bombardino.



permalink | inviato da notturnoumano il 14/4/2011 alle 0:39 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
12 aprile 2011
Kazakistan, ovvero io credo che se Berlusconi potesse essere Nazarbayev sarebbe Nazarbayev. Sul serio.
1

Si, mi divertono le dittature in posti esotici.
Tra l'altro è da quel paese che hanno lanciato Yuri Gagarin, sempre lì l'Unione Sovietica svolgeva i suoi esperimenti nucleari.

2

E' una situazione, la nostra, in cui lui non mi sembra particolarmente a suo agio.

3

"Ho visto i sondaggi fatti da una autorità indipendente che ti hanno assegnato, Nursultan, il 92% di stima e amore del tuo popolo. E' un consenso che non può non basarsi sui fatti"
(Berlusconi a Nursultan Nazarbayev in Kazakistan, 2/12/2010)

Recentemente ha vinto le elezioni con oltre il 95%, deve essere stato decisivo il voto degli indecisi.

4

L'annoso problema della immortalità: link 1.
Il dittatore del Kazakhstan: link 2.



permalink | inviato da notturnoumano il 12/4/2011 alle 19:45 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
10 aprile 2011
La Storia di Kathy Teller

da Nathan Never n.56, La Storia di Kathy Teller, di Bepi Vigna e Nicola Mari

Nathan Never è nato nel 1991 e quest'anno festeggia i vent'anni di pubblicazione.
Il primo albo che comprai fu il n.28 e lo presi per mio fratello maggiore che si era rotto una gamba e si trovava in ospedale. Non mi piacque particolarmente ma nemmeno mi dispiacque. Il secondo mi fece un'impressione migliore, era il n.26 e si trattava di una parodia di Dracula molto ben scritta (Michele Medda) e con dei disegni particolarmente belli (Nicola Mari).
Così un pò alla volta, recuperando numero dopo numero, misi in piedi una collezione che ora non c'è più, solo pochissimi numeri ho conservato perché li ritenevo molto migliori degli altri (d'altra parte una conseguenza inevitabile di una continua periodicità mensile di storie a sè stanti di 94 pagg. è la produzione di molti numeri mediocri).
Perché mi piaceva Nathan Never? E' una serie di fantascienza e questo lo trovavo particolarmente accattivante. Inoltre l'eroe mi era simpatico. Nathan era persona molto triste, probabilmente depressa, certamente molto influenzato nel character design dal film Blade Runner e quindi Harrison Ford (pupazzi! pupazzi! pupazzi!).
Questa storia della depressione è per me il leitmotiv di tutta l'esperienza Nathan Never. Le mie storie preferite di Antonio Serra, uno degli autori principali, risalgono al periodo in cui egli era in una depressione conclamata, che poi ha ammesso, ed erano tristissime; quando si ripiglia scrive storie piuttosto diverse e tra questa alcune comunque mi sono piaciute.

Una delle mie storie favorite, questa di Bepi Vigna, è "La storia di Kathy Teller" ovvero il n.56 della serie regolare, che è poi l'ultimo che Nicola Mari disegna su Nathan Never prima che lo spostassero su Dylan Dog.
Kathy Teller è una scrittrice nel futuro, o forse è più esatto dire che è una regista perché quelli che compone sono dei romanzi olografici. A un certo punto si trova in depressione e vuole farla finita, assolda un assassino per ucciderla che oltretutto fallisce nel tentativo. Si trova con dei danni celebrali, in pratica l'equivalente di una bambina adulta.
Nathan Never deve investigare e si trova in una curiosa situazione: conosceva questa donna perché da ragazzi erano amici, scopre che stava lavorando a un romanzo dedicato alla loro adolescenza insieme, che lei era stata innamorata di lui, che la sua partenza tanti anni prima l'aveva delusa terribilmente. Ma ora è bambina e lei si ritrova molto vicina a quel tempo in cui, se forse non era felice, tutte le cose che la circondavano erano estremamente importanti.



permalink | inviato da notturnoumano il 10/4/2011 alle 4:46 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
9 aprile 2011
le mille e una notte (in poche parole)
IL RE (UN PRIGIONIERO DELLA FICTION)
"L'accordo cara Shahrazad... Se poi non rispetti il patto, ti taglio la testa"
SHAHRAZAD (PROVA A NON DEPRIMERTI DOPO TRE ANNI!)
"In una prigione deve filtrare un poco di luce perché si possa intravedere la bellezza. Senza io non riesco a parlare o a raccontare niente. Niente, mi capisci?"
IL RE
"Ma forse tu riesci a sfruttare ancora qualcosa delle tue esperienze pregresse per portare avanti un simulacro di vita in questa prigione [Ricordarti una luce passata, fingendo di credere che sia attuale]
Vedendo il movimento potrei illudermi di muovermi io stesso, dato che in un certo senso sono intrappolato anch'io. Nella mia routine e soprattutto dalla mia mancanza di fantasia"



permalink | inviato da notturnoumano il 9/4/2011 alle 2:18 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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